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Oscar Farinetti ci svela l’argoritmo della fortuna – Eataly a Ca’ Foscari

EATALY-LOGOTante cose ci rimarranno dalla splendida lezione tenuta da Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, giovedì 3 ottobre presso l’aula magna di giurisprudenza alla sede Ca’ Foscari di Treviso. Il suo grande entusiasmo e la capacità di semplificare i problemi saranno da insegnamento per tutti quelli che vorranno avvicinarsi a un’attività imprenditoriale.

ITALIA E BIODIVERSITÀ
Farinetti ci esorta a sfruttare i punti di forza del paese più “biodiverso” al mondo, un paese che conta lo 0.83% della popolazione mondiale, ma che è desiderato e stimato dal restante 99,17% per le sue eccellenze nei settori agroalimentare, turismo, moda e design, arte e industria manifatturiera di precisione.

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PENSARE LOCALE, AGIRE GLOBALE
Le esportazioni di agroalimentare sono ampiamente sotto il loro potenziale a causa dell’incapacità nel distribuire questi prodotti. Altrimenti non si spiegherebbe il perché il traffico di prodotti contraffatti si avvicini, secondo stime Coldiretti ai € 90 mld, mentre quello di prodotti autentici sia fermo a 31. Semplicemente all’estero i prodotti non si trovano o non sono conosciuti. La repressione della contraffazione è fine a sé stessa di fronte a questi numeri: non potrebbe certamente aumentare le esportazioni, che trarrebbero, invece, grandi benefici dal miglioramento della rete distributiva (le grandi catene distributive italiane non vanno all’estero) e altrettanti dal miglioramento dell’informazione, per esempio con la creazione di un marchio a ombrello che usi il simbolo tricolore. Bisogna “pensare locale e agire globale”: valorizzare la nostra diversità nel mondo.

PROBLEMA POLITICO
La visione dell’imprenditore piemontese è certamente difficile da realizzare in uno Stato bistrattato dalla politica, in cui prevalgono interessi particolari, in cui ci vogliono 26 pagine con incluso un grosso regalo alle multinazionali straniere per scrivere una legge che preveda il pagamento a 30 giorni per i contadini, in cui l’apertura del negozio Eataly di Roma rischiava di essere compromessa da un vizio di forma nell’atto di vendita di un terreno avvenuto nel 1981 e che nulla aveva a che vedere con l’attuale situazione. Del resto, osserva Farinetti, abbiamo la classe politica che ci meritiamo: quella che ci siamo scelti.

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Oscar Farinetti e Philipp Breitenberger con alcuni soci del Marketers Club

RUOLO DELLA TECNOLOGIA
Dispiace solo osservare in Farinetti la paura tipica delle vecchie generazioni che la tecnologia possa distruggere posti di lavoro. Questo è stato valido recentemente in Italia perché non abbiamo saputo sfruttarne le potenzialità, ma non lo è certamente in un mondo in cui Google dà lavoro a oltre 50.000 persone.

COME SELEZIONARE IL PERSONALE
Le persone sono sicuramente alla base del successo di un’impresa e l’occupazione è la migliore esternalità positive che un’impresa possa creare. Per Farinetti la selezione del personale si basa su due parametri: saper ragionar di testa e saper ragionar di cuore. Vengono scelte solo le persone che dimostrano valori eccellenti per entrambe le categorie, successivamente si mettono alla prova per valutarne la voglia di lavorare. Si tratta di un metodo interessante non visto sui libri, sicuramente migliore dello standard italiano attuale che si basa sull’inutile lettura dei CV.

ALGORITMO DELLA FORTUNA
Giunti alla fine, quasi tutti si erano dimenticati dell’algoritmo della fortuna che era stato promesso al pubblico all’inizio della giornata e si può riassumere così: basta decidere di essere fortunati. Eventi favorevoli e avversi capitano a tutti, ma alcuni decidono di vantarsi di quelli favorevoli per il piacere che ne ricavano, altri decidono di sfruttare quelli avversi per trovare qualcuno disposto a consolarli. A voi la scelta.

Jacopo Deola