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Marketers all’International Talent Campus

 

Prendete 45 giovani tra i 20 e i 26 anni provenienti dal Veneto, dalla Croazia, dall’Olanda e dalla Spagna, tutti con un bagaglio notevole di esperienze lavorative, di volontariato e di studio a livello internazionale, ma soprattutto con molta voglia di fare e di crescere. Metteteli insieme per 4 giorni di testimonianze, workshop e seminari con imprenditori, dirigenti, formatori di alto livello. Lasciate che invadano con il loro “caos creativo” una grande multinazionale (Silca S.p.A.), un incubatore di startup immerso in un ambiente bucolico e la scuola di formazione che in esso è ospitata (H-Farm e Digital Accademia), ma anche ristoranti e bar del Vittoriese, nonché l’ostello del Collegio Internazionale Dante (a scapito dei suoi ospiti e della loro quiete notturna).

Il risultato di questo bizzarro e bellissimo mix è la seconda edizione del Talent Campus, quest’anno in versione International, organizzato dal comune di Vittorio Veneto (TV) col contributo della Regione Veneto e il sostegno entusiasta di numerosi partner tra aziende, università e altri enti. Le diverse fasi di selezione hanno portato ad una compagine di 30 partecipanti veneti in cui San Giobbe è stata sicuramente ben rappresentata (così come in generale gli studi di Management), ma non sono mancate figure provenienti da mondi diversi: ingegneri, avvocati, umanisti, grafici, studenti di Relazioni internazionali…persino un matematico. A tenere alto il vessillo del Marketers Club (speriamo con onore) il sottoscritto e Andrea Usai. Ai giovani veneti si sono aggiunti, grazie ai diversi partner europei del progetto, 5 ragazzi e ragazze per ciascuna delle altre nazionalità menzionate – elemento, questo, che ha decisamente arricchito l’esperienza.

Talent Campus Vittorio Veneto

Durante i 4 giorni del Campus, completamente gratuito per tutti i partecipanti, testimonianze imprenditoriali (da storiche realtà multinazionali alle startup digitali di H-Farm), si sono alternate a full immersion di formazione curate da tre professionisti del calibro di Luigi Centenaro, Miriam Bertoli e Sebastiano Zanolli. Tutti gli interventi sono stati dedicati al tema “Start yourself up”, motto dell’iniziativa: come sfruttare a pieno le proprie potenzialità sul mercato del lavoro e realizzare le proprie ambizioni professionali o imprenditoriali sviluppando una serie di competenze (public speaking, personal branding, pitching, teamworking ecc.), ma soprattutto una profonda riflessione su se stessi.

Il giovedì è stato dedicato alle interessanti testimonianze di Giovanni Zoppas, Giovanni Barteselli e Bernd Faas. Temi affrontati: leadership, strategie occupazionali, mercato del lavoro europeo e mobilità internazionale.

Talent Campus teamwork

 

Luigi Centenaro ha sviluppato la giornata di venerdì intorno ai temi del personal branding, proponendo sessioni di gruppo dedicate a sviluppare utili strumenti pratici per riconoscere la propria Unique Selling Proposition, individuare un target di riferimento e posizionare se stessi efficacemente sul mercato del lavoro. Ci siamo così ritrovati ad analizzare e “scomporre” il personal brand di David Beckham per applicarne i meccanismi alle nostre (molto più umili e meno metrosexual) esigenze. Nella stessa giornata abbiamo anche conosciuto i giovani startupper di Noonic e Kunerango, nonché visto in anteprima il documentario del folle viaggio di Michele D’Aliessi (partecipante allo scorso Talent Campus) alla scoperta delle più promettenti startup europee con Ympact.

Sabato, con Miriam Bertoli (autrice di un instant classic sul web marketing per le PMI), abbiamo passato in rassegna i principali strumenti di web marketing e il loro ruolo nelle professioni del futuro. Quindi abbiamo discusso i suoi suggerimenti per un buon colloquio di lavoro e lavorato in gruppi ad una sessione di “pitch gym” in cui, ridendo e scherzando, è pure emersa qualche valida idea imprenditoriale (nonché le spiccate doti creative e la vocazione attoriale di molti partecipanti, in particolare dei ragazzi croati… #croatiaiscalling).

Con l’ ottimo intervento motivazionale di Sebastiano Zanolli, domenica, abbiamo portato a termine la riflessione sul pitching e ci siamo congedati con dei pensieri su cosa sia il talento, come si possa scoprirlo e come farlo fruttare a livello professionale.

Il bilancio dell’esperienza è nettamente positivo. C’è da essere davvero grati ad Antonella, Francesca, Dario e tutto il team per aver messo in piedi una macchina così imponente e allo stesso tempo ben oliata. Ma più di tutti i validissimi ospiti e le importanti location, penso che il vero valore di questo Talent Campus siano stati i nostri compagni di viaggio. Non capita tutti i giorni di conoscere persone con così tanto da dire e da dare: capaci startupper, viaggiatori seriali, giovani che si impegnano sul territorio attraverso associazioni di volontariato. Ma soprattutto, persone con una visione del mondo decisamente più ambiziosa e positiva di quella che ci viene propinata da un dibattito pubblico forse un po’ pigro, impegnato a coniare espressioni come NEET o a montare polemiche infinite sulle vacue provocazioni del politico o industriale di turno a proposito della “questione giovanile”.

Talent Campus foto di gruppo

 

Ripensando alle storie incredibili di conquiste umane e professionali che ho ascoltato dai ragazzi del campus, ma anche, più banalmente, a karaoke improvvisati sul retro di un autobus, selfies compulsivi stipati di gente e improbabili sessioni psicoterapeutiche di gruppo a notte fonda… ripensando a tutto questo, mi convinco che ci portiamo a casa ben più di qualche preziosa dritta per la nostra carriera. Quello che ci portiamo a casa sono soprattutto nuove amicizie, la voglia di cimentarsi (assieme) in nuove sfide, e magari – perché no – la convinzione di poter fare la differenza.

Achille Zambon