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Come trasformare un sogno nel proprio lavoro. Ne abbiamo parlato con Cosmano Lombardo

Cosa può fare un giovane per muovere i primi passi nel mondo digital? Quali sono le skills più importanti per avere successo in questo settore? Questo e molto altro lo abbiamo chiesto a Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On e ideatore di Social Media Strategies, evento italiano di punta per la formazione nel settore social e web marketing.

 

Cosmano Lombardo, CEO e Co-Founder di Search On Media Group

Cosmano Lombardo, CEO e Co-Founder di Search On Media Group.

 

Raccontaci un po’ di te, chi sei e che ruolo svolgi in Search On?
– Sono uno dei 3 fondatori e amministratore delegato dell’azienda. Search On oggi ha due Business Unit, una si occupa di consulenza per grandi aziende e l’altra di formazione. Quindi io oltre a essere a capo dell’azienda ho questo ruolo interno sulla parte di formazione.

Con quale aggettivo ti definisci e perché?
– Mi definisco innanzitutto “curioso”, perché mi piace andare sempre fuori da quelle che sono le aree naturali di propensione, per approfondire anche altri aspetti. Un altro aggettivo che mi definisce è “appassionato” di tutto quello che è il connubio di più saperi.

Il MARKETERs Club è composto prevalentemente da studenti che si approcciano a tematiche che per te oggi sono il pane quotidiano; come è stato il tuo percorso universitario? Quali erano le tue ambizioni?
– All’università durante la triennale ho studiato Scienze Internazionali Diplomatiche nella facoltà di Scienze Politiche, mentre in specialistica ho studiato Cooperazione e Sviluppo Internazionale. Sono sempre stato interessato ai temi relativi all’innovazione e dell’imprenditorialità ma con uno scopo di cooperazione, quindi di progetti atti a migliorare il contesto attuale. Ho sempre avuto il sogno fin da bambino, insieme al mio socio Giorgio Taverniti, di fare qualcosa di utile per gli altri, che è tendenzialmente quello che dovrebbe fare un politico. Già ai tempi universitari ero rappresentante di facoltà e di tutto il polo di studenti, mi adoperavo molto in attività di questo tipo, che abbiamo poi declinato in termini prettamente aziendali.

C’è stato qualche episodio particolare nella tua vita che ti ha portato a fare quello che fai oggi o è stato un percorso graduale?
– Io ho avuto esperienze in ambito governativo: ho lavorato alla FAO, al Ministero degli Affari Esteri e in contesti accademici. Ma, soprattutto durante il periodo al Ministero, non mi sentivo utile in termini esistenziali. Anche se molto giovane ero già in un contesto di prestigio e nell’ambito della cooperazione, potevo già quindi ritenermi contento, ma non ero completamente soddisfatto e così ho deciso di abbandonare quel percorso e insieme a Giorgio mettere in piedi quello che ai tempi era un progetto di formazione gratuita in tutta Italia. Siamo partiti nel 2007 con un evento a Pizzo Calabro e una partecipazione di 13 persone, da quel momento non abbiamo più mollato. È stato un percorso costruito su una visione che avevamo fin da piccoli e ad oggi siamo un team abbastanza grande e affiatato, in cui lavorano con noi persone conosciute anche ai tempi universitari. Costruirsi questo network di conoscenze fin dai tempi degli studi si è rivelato quindi molto utile.

Osservando il panorama del mondo del lavoro negli ultimi anni, cosa consiglieresti di fare ad un giovane interessato al mondo social e digital che non ha ancora trovato la sua strada?
– C’è un grosso problema: ci sono poche persone appassionate al mondo digital che iniziano un percorso dal basso, si è creato quasi un falso storico che individua nel digitale la possibilità di fare il lavoro della vita, quindi molte persone tendono a non “sporcarsi le mani” all’inizio. Il consiglio che do è, anche nei momenti più difficili, andare ad individuare quelle attività lavorative in cui si vede un’opportunità di crescita piuttosto che un punto di arrivo e di soddisfazione economica. Anche dopo la fine dell’università è necessario continuare a sperimentare e studiare, sia su temi affini ai propri interessi sia su cose che apparentemente sembrano scollegate.

L’università spesso non fornisce alcune delle competenze più utili per il mondo del lavoro, secondo te quali sono le soft e hard skills più importanti per intraprendere una carriera di valore in questo settore?
– Sulle hard skills non esiste una linea guida ma in base al percorso che si vuole affrontare in questo settore bisogna andare ad approfondirne alcune. Ci sono sicuramente alcuni tipi di materie in cui acquisire competenze hard è utile, una di queste è la Business Strategy, di cui ritengo essenziale conoscerne quantomeno i fondamenti. Poi c’è tutta la parte di Web Analytics, su cui andare ad approfondire è sicuramente utile per qualsiasi profilo che opera nel mondo digital. Le soft skills invece sono la parte predominante ad oggi, nel senso che si può essere in possesso di tutte le componenti hard più avanzate, ma se si ha difficoltà a lavorare in team o un approccio complesso con i colleghi piuttosto che con il cliente diventa un percorso in salita, svalutando così anche il proprio valore sul mercato. Quindi sfidarsi, andando oltre i propri limiti caratteriali, è qualcosa su cui si dovrebbe investire tanto. In che modo? Ad esempio facendo lavori di gruppo e tanto sport di squadra.

 

Social Media, Networking, Brain Storming

 

Parlando dell’evento che state organizzando, il Social Media Strategies potrebbe tornare utile anche ai non professionisti? Se sì perché e in che modo?
– Assolutamente sì! Quest’anno abbiamo aggiunto delle parti nuove: rispetto all’anno scorso, l’evento oltre che sulle strategie per i social network verterà anche su quelle di web marketing in generale. Chi vuole entrare in questo tipo di mondo è assolutamente avvantaggiato prendendo parte a questo evento, dove abbiamo percorsi e speech per chi si sta avvicinando ora a queste tematiche.

Ci sono altre novità di cui ci vuoi parlare?
– Certo, questa che ho appena citato era solo una delle tante. Abbiamo cambiato le sale formative, inserendole all’interno di un contenitore più ampio, quindi abbiamo diverse sale dedicate a: Advertising, Analisi, Brand Strategy e Creatività, oltre alla Sala Plenaria. Abbiamo creato anche dei percorsi su delle specifiche linee tematiche, ad esempio Video e Podcast, Influencer Marketing e Copy & Content, solo per citarne alcuni.

 

Social Media Strategies 2019 logo grafica

 

Ringraziamo Cosmano per i numerosi spunti che ci ha fornito e vi ricordiamo che noi saremo presenti come Media Partner il 6 e 7 Novembre a Rimini per il Social Media Strategies: vivremo in prima persona tutte le novità che ci sono state raccontate in questa intervista! Rimanete connessi con il nostro canale Instagram per non perdervele.

Se invece avete intenzione di partecipare all’evento, i biglietti sono ancora in vendita e potete acquistarli qui.

Articolo di Lorenzo Milito