Blog

La “Buona Comunicazione” nasce dalle persone. Intervista a Salvatore Russo di &Love

seo&love 2020 logo Verona &love

In vista della nuovissima edizione del Seo&Love, che si svolgerà il 13 e 14 marzo a Verona presso il Palazzo della Gran Guardia, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Salvatore Russo, ideatore e organizzatore dell’evento insieme a Giulia Bezzi e alla loro società &Love. Un evento all’insegna della formazione più tecnica, sicuramente, ma che soprattutto ci tiene a focalizzare l’attenzione sulle persone, cuore pulsante del mondo digital e della “buona comunicazione”: da qui il claim “Human First Index”. Tra i vari relatori, da menzionare un ospite speciale: lo scrittore e saggista Alessandro Baricco. 

Salvatore Russo è Founder e Direttore Creativo, nonché Brand Builder, di &Love, società protagonista dell’organizzazione di eventi come Food&Love, Beach&Love, Social&Gym e, ovviamente, Seo&Love, sempre all’insegna della formazione ma con un tocco di ironia e un’atmosfera unici, come “l’aria di festa che si respira insieme ad un gruppo di amici”. Con lui abbiamo avuto l’occasione di affrontare tematiche legate all’imminente manifestazione e di approfondire interessanti spunti sul settore digitale e, più in generale, sull’attitudine individuale necessaria per raggiungere i propri obiettivi. 

 

Ciao Salvatore, cominciamo dall’attrazione principale: come funziona e quali sono le tematiche del Seo&Love? Cosa lo differenzia da altri eventi simili in quanto a dimensioni e argomenti trattati?

 

  • Inizio subito a sottolineare che no, non affrontiamo certe tematiche allo stesso modo di eventi “simili”. Sicuramente parliamo di digital, SEO, branding, comunicazione ecc., ma lo facciamo da una prospettiva diversa: ci teniamo sempre ad unire due mondi, ovvero la tecnica e la creatività (che riguarda anche la personalità e l’unicità delle persone che stanno dietro a quel computer, a quella scrivania, a quelle idee). Questo perché noi crediamo fermamente che prima di comunicare tu debba capire chi sei, dove sei diretto, cosa vuoi ottenere. Un po’ come quando una persona ti chiede “come va?” e ti passa davanti tutta la vita, per poi rispondere “tutto bene”: comunicare con qualcun altro (e farlo bene) prevede che prima di tutto si comunichi con se stessi, che si conosca veramente la propria identità. E’ per questo motivo che, nel tempo, anche noi di Seo&Love ci siamo evoluti, passando dal claim “Innamorati del Digital Marketing” a “Innamorati della buona Comunicazione”: perché comunicare, ancor prima della sua applicazione tecnica per il mercato, consiste nell’idea alla base di tutto il processo, che poi dev’essere ovviamente declinata a dovere. A proposito di cambio di prospettiva, l’ospite speciale dell’edizione di quest’anno del Seo&Love sarà Alessandro Baricco, che ci parlerà del suo punto di vista sul mondo digitale. Uno sguardo diverso sicuramente dal solito, visto che proviene da un uomo di estrema cultura e saggezza. Tra i vari spunti del suo libro “The Game”, Baricco propone al lettore una prospettiva particolare dalla quale osservare il mondo digitalizzato, ponendo l’accento su “l’uomo che crea Google” e non “Google che crea l’uomo”. Un ritorno dunque alla centralità della mente umana, dell’individuo che sta dietro all’innovazione e non alla determinazione dell’uomo da parte della tecnologia. E questo si adatta benissimo alla nostra visione del comunicare, visto che Baricco ci invita a riflettere sul fatto che il digitale sia sicuramente un veicolo per il cambiamento e che sia importante capire come usarlo, ma che prima di tutto sia essenziale comprendere le motivazioni che ci portano al suo utilizzo, a quel “chi siamo” a cui rispondere prima di comunicare. 

 

L’approccio comunicativo dei brand sembra essere cambiato parecchio negli ultimi anni, specialmente considerando lo storytelling nelle campagne: ormai la tendenza è quella di non porre più al centro il prodotto, ma di raccontare una storia che abbia come protagonista il pubblico; una storia in cui il consumatore possa ritrovarsi, sentirsi preso in causa. Pensi che questo cambio di prospettiva lo stiano capendo anche le imprese? Credi che sia anche questa la chiave della comunicazione di oggi?

 

  • Nel Content Marketing, quando scrivo un articolo devo sempre pensare che dev’essere composto da trama, crisi e soluzione, come un racconto vero e proprio. Lo stesso devono fare i brand: consideriamo un consumatore indeciso nell’acquisto dei pneumatici invernali, in alternativa a quelli all-season. In questo caso, il consumatore è il protagonista della storia che si trova di fronte ad un bivio, ad una “crisi” appunto. L’azienda deve essere consigliere di questo protagonista. Anche qui, oltretutto, entra in gioco la personalità del brand, che fa davvero la differenza se appare riconoscibile. A questo proposito, Baricco e Andrea Fontana (altro ospite dell’evento, ndr), entrambi maestri dello storytelling, ci dicono che l’eroe di un racconto dev’essere sempre il lettore. Il brand, di conseguenza, non dovrebbe quasi esistere. Io dico che (il brand, ndr) deve essere una sorta di aiutante del protagonista, diciamo un Olaf del cartone animato “Frozen”. 

 

Ecco, a proposito di Baricco, sfogliando il programma del vostro evento si nota una certa alternanza tra speech incentrati sul lato tecnico del settore e altri, come appunto quello dello scrittore, che si concentrano invece su una visione più ampia, quasi esistenziale; che portano a domandarsi quale sia l’attitudine necessaria per soddisfare i propri obiettivi, a chiedersi “perché lo sto facendo?”. Quanto è importante avere questa forma mentis, che non dà rilievo solo alle nozioni, per avere successo in questo settore? Cosa ti senti di consigliare agli studenti universitari che ci seguono, spesso sovrastati dal nozionismo e poco inclini a porsi domande del genere?

 

  • Sicuramente lavorare in questo campo non può essere solo conoscenza tecnica. Come detto, quando vogliamo comunicare, dobbiamo porci una serie di domande. Prima di pubblicare un post, domandiamoci per quale motivo lo stiamo facendo, che messaggio potremmo trasmettere al pubblico e se questo corrisponda ai valori che si volevano comunicare. Perché al giorno d’oggi non basta più comunicare informando. Nel Content Marketing un elemento importante è proprio la personalità, che c’entra ovviamente con la creatività: non posso conoscere tutto, non posso informare su tutto. Conta però il modo in cui lo faccio, la creatività che applico, la personalità che entra in gioco e dà quel quid in più. E’ questo che rende il tuo operato riconoscibile. All’evento, a tal proposito, avremo ospiti che di personalità ne hanno da vendere, come ad esempio il giornalista, scrittore e blogger Toni Capuozzo. Quindi io dico che se bisogna portare a casa il cliente, è necessario innanzitutto convincere se stessi. L’azienda, quando vuole vendere, deve prima di tutto vendere a se stessa: come voglio apparire, che valori voglio comunicare, come voglio che sia percepito dai consumatori il mio brand? Quello che consiglio agli studenti è proprio di imparare a porsi certe domande: anche lo studente ha obiettivi da portare a casa, sicuramente, e per questo deve alimentare un cliente, che è se stesso, quindi deve continuare a porsi delle domande: Perché lo sto facendo? Dove voglio andare? Quali sono gli obiettivi da raggiungere e perché proprio quelli? Se la risposta è “boh”, non stai soddisfacendo il tuo cliente principale, ovvero te stesso. Poi, un’altro aspetto importante è come ci si pone verso quel che si studia: esattamente come il comunicatore deve investire nella sua personalità per attirare il cliente, lo studente non deve fossilizzarsi troppo sulle nozioni che l’Università tende a “somministrare”; prima o poi, la memoria può giocare brutti scherzi e, a quel punto, saranno il ragionamento, il pensiero logico, lo spirito critico a fare la differenza. E tutto questo non può essere raggiunto senza porsi certe domande e (almeno tentare di) rispondere alle stesse, sempre e solo a proprio modo e facendo valere, appunto, la propria personalità e il proprio carattere, per soddisfare quel primo cliente che siamo noi stessi. 

 

seo&love 2020 Alessandro Baricco

 

Il target del vostro evento è principalmente quello degli imprenditori. Parteciparvi può essere utile anche per uno studente? Perché?

 

  • La verità è che l’imprenditore è esattamente come uno studente. Deve essere un appassionato prima di tutto, deve apprendere, deve sapere dove indirizzare la sua attività in base alle dinamiche del mercato. Al Seo&Love quel che si vuole dare è un metodo, un modo di pensare che consenta di sviluppare un pensiero critico e di dubitare. Insomma, che permetta agli imprenditori di sapere su cosa mettere le mani, di domandarsi: “Ma questa cosa in azienda la stiamo facendo?”, “Se sì, la stiamo facendo bene?”, “Se no, perché non la stiamo facendo? Avrebbe senso farla? E come?”. Idem lo studente: “Questa cosa la sto studiando?”, “Se no, può essere utile?”. Se la risposta a quest’ultima domanda è affermativa, allora mi informo, approfondisco, cerco di capire se mi può interessare, se può essere uno di quegli obiettivi di cui sopra. Siate curiosi!

 

Frequentando eventi di questa portata e con ospiti di tale importanza, si nota a volte che il networking, presentato spesso come vero e proprio contenuto extra, non è così semplice ed immediato, soprattutto tra relatori e pubblico. Avete pensato a qualche modo per facilitarne lo svolgimento e l’efficacia?

 

  • E’ vero, il networking è diventato ormai un vero e proprio contenuto degli eventi. Noi abbiamo pensato ad alcune accortezze per potenziarne l’utilità e la riuscita. Innanzitutto, proponiamo un lungo pranzo, di qualità eccezionale e offerto dall’organizzazione, della durata di un’ora e mezza. Il fatto che sia da noi offerto, permette di riunire speaker e partecipanti nello stesso spazio, senza che vi sia dispersione, consentendo di creare un ambiente comune che implementi il contatto tra professionisti, tecnici, ospiti, appassionati. Ci saranno poi altri momenti utili per il networking, a partire dai vari firmacopie con gli speaker stessi, passando per le classiche domande di interazione alla fine degli speech, fino alle pause di metà mattinata (con colazione offerta), metà pomeriggio e aperitivo finale. 

 

Ci sono altre novità rispetto all’evento dell’anno scorso di cui ci vuoi parlare?

 

  • Sì, abbiamo ben tre nuove “coccole”! I partecipanti potranno tornare a casa con un libro a scelta tra “Seo&Content”, nella sua nuovissima edizione, che permette di avere una panoramica generale delle strategie vincenti, oppure “Seo&Journalism”, per avere invece nozioni più tecniche. A questo si aggiunge la disponibilità di una t-shirt &love e, soprattutto, la sessione di Masterclass del 13 marzo, organizzata in workshop con 120 posti (già quasi tutti esauriti), che rispetto all’anno scorso durerà tutto il giorno, invece che solo il pomeriggio. 

 

Ringraziamo Salvatore per averci concesso quest’intervista ricca di spunti e riflessioni interessanti, nonché Giulia Bezzi, speaker, Co-Founder di &Love e Founder de LeROSA, per averla resa possibile. Il MARKETERs Club è lieto di poter partecipare al Seo&Love2020 come Media Partner e vi invita ad approfondire l’argomento visitando il sito ufficiale dell’evento. 

seo&love salvatore russo Giulia bezzi logo &love

Salvatore Russo e Giulia Bezzi

 

Articolo a cura di Emanuele Bordet