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MTalk con Fabio Franceschi di Grafica Veneta

Vi avevamo promesso un ospite più unico che raro e così è stato. L’Ing. Fabio Franceschi ha conquistato San Giobbe; e lo ha fatto a modo suo: con una semplicità e sincerità invidiabile.

I presupposti per assistere ad un MTalk coi fiocchi c’erano tutti, avendo un ospite di spessore e il sold out delle prenotazioni. I partecipanti sono stati 130, un numero più che soddisfacente che dimostra ancora una volta quanto le attività del MARKETERs Club siano apprezzate.

franceschi mtalks grafica venetaFin dall’inizio si è capito come si sarebbe svolto l’evento in quanto Franceschi, persona molto diretta e concreta, appena entrato in aula si è subito rivolto ai presenti con un bel “ciao ragazzi! Tutto bene?” il tutto accompagnato da un grande sorriso. Dopo una breve introduzione all’evento e i dovuti ringraziamenti, Franceschi ha preso la parola e l’evento è iniziato.

Il nostro ospite è stato chiaro fin dall’inizio dicendo che non ama fare lunghi monologhi ma preferendo un dibattito diretto con i presenti, mettendosi a loro completa disposizione.
Nonostante ciò, non poteva non raccontarci della sua Grafica Veneta. Tutto iniziò nel 2001 quando acquisì il 100 per cento della proprietà (precedentemente condivisa con lo zio); l’azienda si trovava di fronte a un bivio: o chiudere o inventarsi qualcosa. Franceschi non ebbe il coraggio di chiudere perché non gli sembrava corretto nei confronti dei suoi, all’epoca pochi, dipendenti e così cominciò a stampare libri. All’inizio, com’era prevedibile, non riscosse molto successo, ma i dipendenti di Grafica Veneta avevano due armi vincenti: la passione e la voglia di migliorare. Fu allora che il genio di Franceschi uscì allo scoperto, dando un’ulteriore spinta all’azienda per raggiungere un obiettivo: superare la concorrenza. Pensate un po’ a cosa avreste fatto voi entrando in un mercato già saturo, dominato da alcuni leader incontrastati da anni e in cui non ci sono ampi margini di creatività e rivoluzione.

Eppure Franceschi ce l’ha fatta perché fin da subito ha pensato al proprio prodotto non come prodotto ma come servizio: in poche parole voleva vendere al proprio cliente non solo della carta stampata, ma un servizio completo basato soprattutto sulla velocità di stampa. Fu così che, dopo alcuni anni, creò il reparto H24, capace di far avere a un cliente europeo l’ordine richiesto entro 24 ore; un progetto che “solo una mente malata come la sua poteva partorire”. Franceschi definisce questo reparto come “un’azienda virtuale dentro l’azienda” capace di dare precedenza a chi ha più urgenza.

franceschi fabio mtalks grafica venetaAltro cavallo di battaglia di Grafica Veneta è stato l’investimento nell’ambiente. Anche in questo caso l’azienda è stata la prima del settore a intraprendere questo percorso. Non è stato semplice ricreare un prodotto del tutto biodegradabile e carbon-free, ma dopo varie prove sono riusciti a introdurlo nel mercato e in soli 3 mesi ha permesso a Grafica Veneta di conquistare il 65% della quota in mercati dove primi non raggiungeva il 10% come in quelli scandinavi, molto attenti all’ecosostenibilità. Gli investimenti per l’ambiente sono stati fatti con l’uso di sostanze “pulite” (colle ad acqua, inchiostro ricavato dagli amidi del mais, carta certificata), con il trasporto su rotaia (ove possibile) e con le energie rinnovabili: tutta la Grafica Veneta funziona col Sole o col vento.

Una volta concluso il suo racconto, l’Ing. Franceschi, come promesso, ha voluto lasciare ampio spazio al dibattito e alle domande, spazio che alla fine è durato più di un’ora. I quesiti e i dubbi sono stati svariati, quindi cerco di riassumervi i più importanti.

Da bravi studenti una delle prime domande poste al nostro ospite riguardava i neolaureati: cosa devono avere e cosa devono fare per immettersi nel mondo del lavoro? La risposta data dall’Ing. Franceschi è stata molto significativa e, in parte, inaspettata: ha risposto dicendo che gli studenti Italiani escono dall’università con poca esperienza, ma con un bagaglio di conoscenze enorme e che la cosa fondamentale da fare è cercare di creare un rapporto di fiducia con l’imprenditore e con i colleghi; alla base di tutto ci dev’essere la voglia di fare ed essere genuini. Franceschi ha sottolineato più volte che la sua azienda non è il frutto di una sola mente, ma di un gruppo di persone molto coeso tra le quali ci si confronta costantemente perché “quando alla base c’è la fiducia si possono fare grandi cose”. E pare che la fiducia il nostro ospite la dia anche ai giovani, dato che nell’ultimo trimestre ne ha assunti 40: questa cosa è fondamentale e, purtroppo, non frequente in altre aziende.

Ci sono state, in seguito, alcune domande inerenti alla “minaccia” digitale alla quale Franceschi ha già pensato rispondendo infatti con una certa sicurezza che il digitale può rubare solo una fetta del mercato, ma per il resto la carta stampata (specialmente i libri) non cesserà mai di esistere.

Poi è arrivata questa domanda: “Il titolo del suo libro è L’Italia che vorrei, quindi com’è l’Italia che vorrebbe?”. La risposta è stata breve ma chiara: “Un’Italia più giusta.”. Successivamente ha parlato di alcuni problemi del nostro Paese, dicendo però che ci sono delle speranze anche per noi giovani!

Un uomo molto pacato ed equilibrato Franceschi, molto semplice, capace di attirare l’attenzione dei presenti per quasi due ore e rispondendo sempre con frasi molto schiette e dirette.
Dopo le classiche foto di rito, il nostro ospite ci ha concesso una mini intervista.

Vorrei ringraziare il MARKETERs Club sia per il supporto nell’organizzazione sia per dare sempre la possibilità di fare questo tipo di esperienze.
Ma il ringraziamento più sentito va, a nome mio e di tutto il Club, all’Ing. Fabio Franceschi per aver accettato il nostro invito e per aver condiviso con noi la sua esperienza.

Vorrei chiudere con una riflessione. Una delle prime frasi pronunciate dal nostro ospite è stata “gli imprenditori sono fatti tutti con lo stampo”. Mi rincresce dover contraddire le parole di Franceschi, ma credo che questa affermazione valga per molti imprenditori, non per tutti e Fabio Franceschi ne è la prova vivente.

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