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Marketers Brunch – Il giorno dopo

Quando ti svegli la mattina con un cerchio alla testa, risultato di una notte di festeggiamenti, e una strana euforia che ti pervade come una scossa per tutto il corpo cominci a renderti conto di cosa sei riuscito a fare il giorno prima. D’un tratto ti ricordi cos’è successo e ti svegli. È un po’ la strana sensazione di aver vinto. Quella sensazione che capita solo ogni tanto, quando tutto va bene.

red bull home ventana

 

Questa sensazione, poi, la vuoi condividere con chi ti è caro e con chi ti ha aiutato. Lasciatemelo dire: siete stati tutti fantastici. Francesco era euforico perché tutto quello che delegava, puntualmente, veniva eseguito. Thomas era dappertutto e da nessuna parte, probabilmente era l’unico che capiva veramente cosa stava succedendo. Alessandra ha preparato tutto alla perfezione e si consolerà vedendo i video degli interventi che abbiamo registrato mentre lei non c’era. Olga ha portato la sua armonia e tranquillità che tanto è preziosa in quella situazione. La campagna pubblicitaria di Irene è stata martellante, da vera professionista. Roberta ha gestito gli ospiti e quello è come un lavoro a tempo pieno. Silvia era in prima fila per qualsiasi necessità, facendo tutto quello a cui gli altri non pensavano.

I 16 ragazzi dello staff che sono arrivati a darci una mano erano contati per i ruoli da coprire. Una sola defezione ci sarebbe costata cara, ma non c’è stata.

Il senso di partecipazione e la voglia di tutti di esserci ci ha reso veramente felici.

Lo stesso entusiasmo abbiamo visto negli ospiti che hanno pienamente soddisfatto le aspettative. Giuseppe di Red Bull è un ragazzo poco più grande di noi che ha voluto condividere tutta la giornata fino alla fine, mettendosi in gioco. Chi si scorderà il botta e risposta conclusivo tra Red Bull, Fondazione Pinault e Fondazione Guggenheim? E chi di noi l’ha sentito certo non si scorderà il commento: “Non verranno mai!”. Amedeo di Home Festival è andato lungo di una mezz’oretta sui tempi previsti, ma non l’avrei mai interrotto. La standing ovation finale se la ricorderà anche lui. Luca di Ventana per dimostrare quanto ci tenesse a noi studenti è partito la mattina da Torino dove lavora e sul palco avrebbe potuto parlare di qualsiasi cosa con l’autorevolezza di un Professore. Virginia di Fondazione Pinault ci ha mostrato una prospettiva completamente diversa, senza paura di mettersi in gioco. Giancarlo di Marketing Arena ci ha mostrato una rapida carrellato sullo stato dell’arte del suo lavoro.

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Gli sponsor hanno mostrato quanto credevano in noi, rendendoci sostenibile tutta l’organizzazione ed il meraviglioso buffet.

Il calore degli ospiti ha dato poi un senso al nostro lavoro. Cercheremo anche in futuro di ricambiare la fiducia che ci hanno dimostrato, consapevoli del fatto che ora sanno cosa sappiamo fare.

Io potevo assistere allo spettacolo dalla posizione migliore. Una posizione che vale la pena provare. La tensione e l’ansia da prestazione sono massime appena prima dell’inizio, poi calano mano a mano che va tutto bene. Alla fine della giornata sembra tutto normale e si inizia a scherzare con gli ospiti, anche se vi garantisco che non avevo mai fatto niente del genere in vita mia.

Il Marketers Brunch sembra un’impresa e la macchina organizzativa alle spalle era imponente. Non è stato facile, ma neanche difficile come si potrebbe pensare. Sono bastati una buona idea, un gran bel team, un’università che ce l’ha permesso e l’entusiasmo di tutti quelli che abbiamo coinvolto. In molti potrebbero fare altrettanto: basta provarci. Chi vuol essere il prossimo?

 

Jacopo Deola