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MarkeTerms: Biosignals, i dati del nostro corpo

come diventare la versione migliore di sé stessi

imageUn biosignal, (biosegnale) è un segnale di carattere chimico, elettrico, meccanico, magnetico ecc., riscontrabile in varia misura e in diversi modi negli esseri viventi, utilizzabile per ottenere utili informazioni sui processi clinici.
Se qualcuno pensasse che le nostre vite non potrebbero venire influenzate dalla tecnologiapiù di quanto non lo siano già, sarà costretto a ricredersi: è iniziata l’era dell’elettronica wearable.

All’ombra dei braccialetti Nike Fuel e dei Google Glass, sia le grandi multinazionali che un esercito silenzioso di startup stanno sviluppando una serie di prodotti indossabili che hanno un obiettivo ancora più audace di cambiare le nostre abitudini: quello di renderci persone più attive, produttive, e soddisfatte della nostra vita. A punto tale che non potremo più farne a meno.

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Come pensano di riuscirci?

 
Raccogliendo quante più informazioni possibili che il nostro organismo possa dare: battito cardiaco, pressione sanguigna, ritmo respiratorio, calorie bruciate, tragitti percorsi e numero di passi utilizzati.

Un esempio sono i “fitness trackers” di Jawbone: braccialetti che tramite il sistema “UP”, e con il supporto di uno smartphone, rilevano non solo l’attività fisica ma anche la dieta adottata e la durata del sonno (comprese le ore di fase REM). Il fine è di capire quando l’organismo è più reattivo, per renderlo sempre più efficiente.

La linea OMSignals Biometric Smartwear  va invece oltre il “semplice” accessorio da polso. Ha realizzato t-shirt in vero e proprio tessuto smart, alle quali è possibile fissare una “little black box”, sottile e lunga pochi centimetri. Questa è capace di trasmettere le informazioni dei biosignal allo smartphone, trasformandolo pertanto nel più efficace dei personal trainer.

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Ma la OMSignals non si ferma all’ambito sportivo. Sta infatti sviluppando un sistema che allerti altri utenti come familiari o amici tramite notifiche, in caso di situazioni come un battito cardiaco pericolosamente alto o un livello allarmante di stress.

 

La battaglia per i nostri biosignal

 
Nel 2014 Facebook ha fatto il primo investimento in una società di fitness-tracking. Google sta sviluppando diverse tecnologie rivolte al controllo della salute ed è in cerca di developer per la nuova piattaforma Android Wear. Apple, che ha un’ampia varietà di app rivolte alla salute e innovativi sensori già incorporati nell’ Apple Watch, ha recentemente creato un’applicazione ancor più precisa, l’Healthbook.

Quale ostacolo rimane da superare? Lo stesso che è stato affrontato negli anni ‘90 coi motori di ricerca, con l’inserimento di dati personali in rete e più tardi con la diffusione degli smartphone: la privacy.
Un messaggio per informarci che un nostro parente si sta sentendo male potrebbe salvargli la vita. Ma cosa succederebbe se quel messaggio venisse intercettato da qualcun’altro? E quanti si sentirebbero a proprio agio sapendo che le nostre informazioni più private potrebbero venire utilizzate a fini commerciali?

Chissà se un giorno banche e compagnie assicurative controlleranno il nostro “punteggio salute” prima di fidarsi di noi.