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L’uomo artigiano, tesoro e futuro del nostro Paese

“Il lavoro artigiano costituisce uno dei pochi aspetti per cui il nostro paese continua a rappresentare una meta unica per imprese, giovani talenti del design, stilisti e artisti di tutto il mondo. È una delle poche carte che possiamo giocare per trovare una collocazione originale sulla scena internazionale” ; scrive così, il professor Stefano Micelli, nel suo ultimo libro dal titolo “Futuro Artigiano”.

L’artigiano moderno non è più l’uomo di bottega che lavora solo ed isolato sui suoi pezzi ma, al contrario, è un uomo nuovo, inserito all’interno di un contesto sempre più globale ed interattivo e in grado di conciliare il suo “saper fare” alle nuove tecnologie.

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Il futuro artigiano ha bisogno di più formazione professionale, di un’ottima padronanza delle lingue straniere e di una conoscenza approfondita nel campo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Continuare a credere che un lavoro del genere implichi necessariamente la rinuncia alle opportunità di confronto internazionale e alla mobilità è del tutto sbagliato poiché questo era quello che succedeva in passato, non quello che avviene ora; la stagione degli artigiani incapaci di sperimentare e di raccontare la propria attività è ormai giunta al termine.

Oggi pertanto, non bisogna riesumare i mestieri artigianali di un tempo, quanto piuttosto il profilo e le caratteristiche dell’artigiano: la sua passione per la qualità del lavoro e il suo desiderio continuo di migliorarsi tanto nell’esercizio quanto nell’approfondimento delle tecniche.

Inoltre, come molti di noi si saranno accorti, siamo entrati ormai da tempo nell’era dell’extra in cui tutto ciò che è standard è superato e per riuscire ad esser ancora competitivi sul mercato è necessario qualcosa di più: prodotti superiori alla media in grado di comunicare emozioni e raccontare le loro storie. C’è bisogno di oggetti artigianali insomma, i soli in grado di dare quel valore aggiunto che nelle produzioni industriali generalmente manca.

Riscoprire l’importanza del lavoro artigiano appare quindi come l’elemento fondamentale su cui le aziende italiane dovrebbero puntare quando si interrogano su quali siano le soluzioni per una futura rinascita economica. L’impresa italiana, dovrebbe saper rimescolare sapere scientifico e gesti della tradizione, imparando a comunicare l’abilità dei maestri attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Solo avvicinandosi al mondo online attraverso l’utilizzo di piattaforme comuni, collaborazioni in rete e distribuzione via web gli artigiani potranno finalmente ampliare la loro visibilità, commerciando le loro creazioni a clienti sparsi in tutto il mondo. Una volta compreso ciò, la nuova rivoluzione industriale potrà finalmente prendere piede; nascerà una nuova generazione di piccole imprese a cavallo tra l’alta tecnologia, il design e l’artigianato, capaci di fornire prodotti nuovi, altamente personalizzati e distribuiti su scala globale.

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Nessun culto dell’artigianato nostalgico insomma, ma una consapevolezza che il valore di un prodotto di qualità ha bisogno di fondarsi su competenze uniche che solo l’uomo artigiano possiede. La passione per il fare, l’attenzione ai particolari e l’arte della precisione; sono queste le caratteristiche principali del Made in Italy, i tratti distintivi che permettono alle aziende italiane di diffondere il nostro stile nel mondo ed essere riconosciute e apprezzate a livello globale.

Elena Bruni