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Il discorso del Presidente

Quando ho deciso di iscrivermi a Marketers Club non sapevo bene a cosa stavo andando incontro. Erano i primi giorni di Magistrale, stavo aspettando che iniziasse una lezione di Comunicazione aziendale, quando sono entrati due ragazzi a presentare il Club. Conoscevo di nome l’associazione, ma non sapevo nel concreto che cosa fosse e che cosa facesse. Spinta dalla curiosità, sono andata alla riunione di presentazione e fu così che fui stregata dal Marketers mood. L’alone di entusiasmo che animava quel gruppo di ragazzi era un qualcosa di coinvolgente e galvanizzante.

A poco più di un anno da quella prima riunione sono cambiate molte cose: da una manciata di soci, abbiamo superato le 200 iscrizioni; da club studentesco siamo diventati un’associazione riconosciuta e dalla pura teoria abbiamo iniziato a sporcarci le mani. Una cosa, però, è rimasta uguale: la voglia di mettersi in gioco.

UN ANNO DI MARKETERS

Da un punto di vista personale questo anno di Marketers è stato un percorso di crescita, che mi ha permesso di mettermi alla prova con sfide che mai avrei pensato di dover affrontare: da responsabile relazioni con l’università sono diventata responsabile comunicazione (il mio grande amore) e poi mi è stato passato il testimone/scommessa della presidenza del club. Non ero per niente preparata a farmi scaraventare fuori dalla mia comfort zone, fatta di ore passate a studiare in biblioteca, ore a imprecare contro Trenitalia, ore di lavori di gruppo. Insomma la classica vita da universitario.

Marketers mi ha dato la possibilità di incanalare la passione per le materie che studio in azioni concrete, mi ha dato lo spazio e la libertà necessari per sognare, pensare, ideare, creare e tradurre in realtà progetti reali.

Durante quest’anno ho imparato tre cose banali ma essenziali:

  • SBAGLIARE: sembra stupido, ma sbagliare è una tappa fondamentale per la riuscita di un progetto. Nel nostro Paese, l’errore non è mai visto di buon occhio, si viene subito stigmatizzati e esclusi dalla propria cerchia. Dovremmo avere una mentalità diversa verso lo sbaglio, interpretarlo come una possibilità per sviluppare le nostre doti di problem solving e un’occasione per ristrutturare quello che si sta facendo seguendo una nuova prospettiva. Inoltre, una volta che si commette uno sbaglio (in teoria) non si dovrebbe ripetere.
  • RIPROVARE: quando non si riesce in qualcosa, o si sbaglia, si è spinti a lasciar perdere. Il segreto è riprovare finché non si combina qualcosa. Quante volte siamo caduti per imparare ad andare in bici?
  •  DELEGARE: la parola delegare non mi piace molto, mi dà il senso di sbarazzarsi di un task. Per me delegare significa condividere la mole di lavoro con qualcun altro, in modo da potersi concentrare meglio su piccoli pezzi di un grande puzzle, così da poter curare ogni minimo dettaglio. Vuol dire aprirsi alle competenze e ai pareri di un’altra persona, in altre parole farsi aiutare in un’ottica di knowledge sharing, con il fine di arricchire il progetto.

I bilanci di fine anno, di solito, sono seguiti da una lista di buoni propositi per il nuovo anno, io vorrei invece condividere con voi la mia vision 2015 per il club: spero che Marketers possa diventare il punto di riferimento per tutti gli studenti che hanno voglia di esprimersi, spero che si arricchisca di nuovi soci entusiasti, illuminati dalla passione e dalla voglia di sognare, fare, sbagliare, riprovare e learn by doing con noi. E spero, infine, che ogni socio possa trovare una famiglia di coetanei pronta a sostenerti in folli iniziative e a farsi sostenere a loro volta, proprio come è capitato a me.

Buon inizio anno miei cari soci!

Irene Loat

MTalks Bolzonello