MakeIT! 2015: Stampa 3D, il nuovo artigianato digitale

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MARKETERs MakeIT! – La stampa 3D: il nuovo artigianato digitale, è la seconda edizione del format MakeIT!, che caratterizza gli eventi sul tema del Made in Italy, dell’artigianalità e dell’innovazione.

 

Nell’edizione 2015 si è affrontato il tema dell’artigianato digitale, analizzando come l’innovazione tecnologica si possa coniugare alla tradizione e il futuro digitale con il passato analogico e manuale.

 

Gli ospiti presenti, tutti esperti del settore, ci hanno illustrato come concretamente e nella loro realtà abbiano applicato ed utilizzato tali tecnologie, in un’ottica innovativa, creativa ed originale. Ospiti di eccezione sono stati inoltre i ragazzi del progetto  “FabLab a scuola”,  grazie al quale hanno potuto provare e sperimentare nuove forme di tecnologia estremamente avanzate ed innovative.

 

Leggi l’articolo dell’evento per saperne di più.

Programma MDay 2014

 

09.00: Registrazione

 

09.30: Opening
Introducono Luca Cittadini e il Professor Stefano Micelli, rispettivamente assegnista di ricerca e docente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

 

10.00: Presentazione progetto “Fablab a scuola”
Intervenogno Silvia Oliva e i ragazzi del progetto “Fablab a scuola”

 

10.30: Ginger, il crowdfunding e la manifattura digitale: quando la collaborazione passa dall’idea ai fatti
Interviene Martina Lodi, Project Manager presso Ginger

 

11.00: Raccontare il Made in italy
Interviene Marco Bettiol,Ricercatore presso l’Università di Padova

 

11.50: Cos’è un Fablab: digital fabrication e open source, dalla produzione di massa alla mass customization
Interviene Elia de Tomasi, Co-founder di Fablab Venezia

 

12.30: Networking lunch

 

14.00: Blancharme: i gioielli dalla stampante 3D al forno di porcellana
Interviene Biancamaria Marchioro, Founder di Blancharme

 

14.40: Exnovo e Bijoutes: Lighting and fashion, il Made in Italy nell’era della stampa 3D
Interviene Giulia Favaretto, Responsabile Commerciale presso Bijouets

 

16.00: Closing

Stefano Micelli

Docente di e-business e international management all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è l’autore del libro “Futuro artigiano” nel quale presenta l’essenza del Made in Italy: il saper fare.

 

Fablab a scuola

I ragazzi del progetto “Fablab a scuola” sono tutti studenti delle scuole superiori che hanno deciso di mettersi in gioco sfruttando creatività e tecnologia per realizzare il loro futuro.

 

Elia de Tomasi

Laureato in architettura allo IUAV, inizia da subito a lavorare nello studio del padre, iscrivendosi poi al Master in Architettura Digitale e innamorandosi del potere delle nuove tecnologie. Attualmente lavora al FabLab di Venezia del quale è Co-Founder.

 

Martina Lodi

Giovane bolognese, è la project manager del progetto IDEA GINGER, iniziativa che nasce con la volontà di aiutare privati, associazioni ed imprese a realizzare i propri progetti mediante il ricorso a campagne di crowdfunding, basandosi sulla forza delle idee, l’importanza della community e gli strumenti social raggiungendo tutti i potenziali sostenitori dell’idea.

 

Marco Bettiol

Ricercatore in Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, è coinvolto in numerosi progetti nazionali e internazionali incentrati su innovazione tecnologica e open source.

 

Bianca Marchioro

Appassionata di gioielli e design, Bianca è l’ideatrice del marchio Blancharme con il quale presenta gioielli realizzati grazie all’uso della stampante 3D.

 

Giulia Favaretto

Laureata in Economia e Gestione delle Aziende all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla stampa 3D, è oggi responsabile commerciale presso Bijouets, azienda di proprietà della Exnovo specializzata nella realizzazione di lampade ed oggetti d’arredo dal design esclusivo, la cui forza sta nell’intuizione di porre la tecnologia di Professional 3DPrinting al servizio dell’artigianato.

Stefano Micelli:

ha messo in evidenza come i nuovi strumenti di digital manufacturing abbiano trasformato il modo di lavorare e come in Italia, l’artigianalità (do-it-yourself) che sconfina nell’hi-tech generi qualità. Sono state poi individuate tre principali coordinate che caratterizzano il mondo “maker”: tecnologia, internazionalizzazione e marketing.

 

Fablab a scuola:

Silvia Oliva ha spiegato come i fablab siano dei laboratori digitali in cui si studia, si pensa e si progetta, aprendosi ad un territorio. Infatti l’obiettivo non è solo quello di portare a termine un programma, ma progettare e vendere un fablab ad un territorio, creare un network che coinvolga attivamente diversi soggetti presenti all’interno di quel contesto socio-economico.

 

Martina Lodi:

l’intervento di Martina Lodi, Project Manager presso Ginger, si è focalizzato su come utilizzare il crowdfunding in maniera efficiente e perché è una strategia vincente associare il mondo maker con questa forma di finanziamento. In particolare Martina ha mostrato quali sono i fattori costitutivi: raccolta fondi, folla, internet, creazione di un network, trasparenza, fiducia e apertura.

 

Elia de Tomasi:

Ha presentato la “fabbrica del saper fare”, raccontando come la rete di artigiani sta iniziando ad usare questi nuovi strumenti digitali.
Essi si trovano così a produrre nell’era della terza rivoluzione digitale: un mondo caratterizzato da laboratori sperimentali che, grazie all’uso delle tecnologie, diventano dei veri e propri modelli d’impresa.

 

Marco Bettiol:

“Come raccontare il Made in Italy?”: è questa la domanda che ha trovato risposta dall’intervento di Marco Bettiol. Per raccontare è essenziale far sapere, quindi comunicare, utilizzando elementi distintivi che rendano un prodotto “banale” un prodotto straordinario. Questo è possibile puntando sul legame culturale e su ciò che noi italiani sappiamo fare meglio e che ci viene riconosciuto: l’artigianalità, combinare la capacità di intervento, di prototipazione e di manipolazione del prodotto; il design, inteso come qualità estetica e accuratezza nei dettagli, e la personalizzazione (unicità del prodotto).

 

Bianca Marchioro:

ha presentato le sue collezioni di gioielli realizzati grazie all’uso della stampante 3D in una forma del tutto nuova ed innovativa: si tratta di una stampante al forno di porcellana attraverso la quale produce piccole e simpatiche creazioni di gioielli a forma di conigli.

 

Giulia Favaretto:

l’intervento di Giulia Favaretto, Responsabile Commerciale presso Bijouets, si è incentrato sul ruolo del Made in Italy nel mondo lighting e del fashion, spiegando come l’azienda per cui lavora riesca attraverso la tecnologia digitale a creare gioielli del tutto innovativi.

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